Iniziativa

Iniziativa

L’iniziativa

Per uscire dall’abitudine è indispensabile prendere una iniziativa, ma nella nevrosi l’iniziativa è sentita come pericolosa, perché ci si immagina che possa danneggiare se stessi o l’altro.
Tutto questo perché si teme l’invidia dell’altro, quando in realtà, si tratta della proiezione all’esterno della propria.
L’invidia ha una stretta relazione con l’odio e molte volte proprio la nevrosi porta a preferire una oscillazione tra ribellione e sottomissione alla iniziativa; questa infatti si può mettere in pratica solo se al fondo non c’è l’idea di fare fuori l’altro.

Guerra tra i sessi

guerra tra i sessi

DALLA GUERRA TRA I SESSI AL PATTO

Con la perdita dei riferimenti ai ruoli sociali maschili e femminili la relazione uomo donna oscilla tra l’insoddisfazione e la guerra dichiarata.
In realtà entrambe le soluzioni sono la conseguenza dell’annullamento della differenza sessuale ad opera della teoria fallica.
Si può intravvedere che si tratta di poter effettuare un patto una volta individuata la possibilità di porre una legge.

Tavola rotonda 2011

brain

Presentazione dei lavori della Tavola  rotonda tenuta a Pesaro il giorno 3 Dicembre 2011

Psicodramma Freudiano e pratiche psicoterapeutiche

 La parola psicoterapia è soggetta a quello che chiamerei una inflazione per analogia alla inflazione economica. Tutti sapiamo che inflazione in economia significa la perdita del potere di acquisto della unità monetaria e di conseguenza il rischio che questa diventi carta straccia.

Nel nostro caso constatiamo che la parola psicoterapia intende definire una serie di pratiche, oggi dilaganti,  assai diverse tra loro da confondere o annullare qualsiasi specificità e valore. Questo fatto riguarda sia la parola terapia che il suo prefisso psico; insomma si rischia che nessuno sappia cosa voglia dire psicoterapia.

C’è una eventualità dannosa ancora più importante a mio parere ed è che per questa via venga cancellato il risultato del lavoro di Freud che ha aperto un nuovo campo di ricerca, si potrebbe dire una nuova psicologia, oltre ad avere reso possibile una logica nelle pratiche di cura conseguenti alle sue scoperte.

Si tratta di avere individuato un errore, che proviene dalla tradizione filosofica classica, e cioè di definire la psiche come un principio identificato con la prima e più importante delle funzioni vitali (il respiro) e viene quindi a corrispondere ad un concetto di anima più o meno smaterializzata.

Freud, al contrario, ha valorizzato il corpo umano riconoscendo implicitamente che si tratta di un corpo di fatto collocabile al di là della natura senza per questo che vi sia alcuna necessità di dedurre l’esistenza di un concetto vago come quello di anima, foriero di conseguenze micidiali. Per esempio le guerre di religione. Dimenticando che respirano anche molti animali: semmai lo specifico dell’uomo risiede nella capacita di pensare e nell’uso del linguaggio.

Questa affermazione non comporta che si debba eliminare la parola psiche (o anima) purché la si definisca, come riporta un diffuso dizionario della lingua italiana, “ il complesso dei fenomeni e delle funzioni che consentono all’individuo di formarsi una esperienza di sé e del mondo, e di agire in conseguenza”.

Questa definizione, sulla quale credo che tutti possano convenire, apre degli interrogativi sulla ultima parte: “agire di conseguenza”.

Anche nella psicopatologia si agisce anche se l’agire psicopatologico si caratterizza per la coazione a ripetere e per il danno che consegue a se stessi o al prossimo o a entrambi. Inoltre , a differenza della patologia medica, non si trova una causa per il semplice fatto che non  c’è. Si tratta infatti di una “scelta” del soggetto stesso.

Dunque la terapia della malattie della psiche, la psicoterapia, è tale solo se facilita al malato la possibilità di una scelta più vantaggiosa rispetto a quella che ha fatto e che continua a ripetere.

Qui si apre l’alternativa: si può intervenire attraverso consigli, spiegazioni, incoraggiamenti, comandi e quant’altro, cioè secondo il modello transitivo della medicina, nel quale il sapere sta dalla parte del curante ed è costui che agisce, oppure secondo il modello inventato da Freud di riservare il compito di  agire (anche parlare è una azione) al paziente nella convinzione che questi abbia una originaria capacità di scelta che la patologia ha deviato. La funzione svolta dal terapeuta freudiano è quella di facilitare la riconquista di una capacità di agire con maggiore libertà.

Per quali vie lo psicodramma freudiano è in grado di svolgere questa funzione al fine  di ottenere che il paziente possa agire con maggiore libertà?.

Pesaro, novembre 2011                                                         Giorgio  TONELLI

Impigliati nella rete

brain

“Impigliati nella rete”

Una iniziativa dell’ “Associazione Giovanni B. Roseo”

L’idea di proporre delle conversazioni nella cornice del tema “Impigliati nella rete”, con riferimento non solo ad Internet, è venuta per suggerire e mettere a confronto dei pensieri su quanto sta avvenendo nella attualità sociale.
Per i Relatori, che hanno una formazione freudiana, “sociale” va inteso come civiltà e, quindi, come relazioni fra gli uomini e conseguente “disagio” che questo comporta.
Così pure “Legame” rimanda sia ad una rete alla quale si rimane impigliati che ad un sostegno che può proteggere facendo da limite. Senza dimenticare la radice comune tra legame e legge.

Tematiche degli incontri
In quale direzione si manifesta il disagio nel secolo da poco iniziato?
Quali sono i sintomi nella attualità che interrogano le pratiche di cura basate sulla parola?
Quale validità riconoscere al pensiero freudiano nella attualità?
La psicodramma può essere usato nell’alveo del pensiero freudiano?
Strutturazione degli incontri
Esposizione da parte del relatore – interventi brevi da parte di chiunque ha avuto modo di riflettere sulle tematiche esposte – domande da parte del pubblico.
Luogo degli incontri
Libreria “Il Catalogo” – Via Castelfidardo n. – Pesaro
Giorno e orari
Venerdì
23 e 30 novembre 2012
7 e 14 dicembre 2012

Cambiamento

cambiamento

Cambiamento

L’alternativa alla fissazione è il cambiamento, questo riguarda non tanto le modificazioni formali o i colpi di testa che si possono prendere nella vita, ma l’idea che ci sia complementarietà tra un soggetto e l’altro; accettando che soggetto e altro siano solo due luoghi, in cui ciascuno può porsi alternativamente .

Autorizzarsi

Autorizzarsi

Autorizzarsi

Da una seduta recente, si è evidenziato che la confusione declinata nevroticamente “Ma il mio disagio dipende da me o dall’altro?”, “ Non voglio essere come mia madre” o “Non voglio essere come mio padre” non può che essere senza via di uscita.
Per uscire da questo empasse è necessario ricorrere ad una seduta recente in cui si è evidenziato che la confusione declinata nevroticamente “Ma il mio disagio dipende da me o dall’altro?”, “ Non voglio essere come mia madre” o “Non voglio essere come mio padre” non può che essere senza via di uscita.
Per uscire da questo empasse è necessario ricorrere ad un autorizzarsi, riconoscere e privilegiare i propri desideri.

Narcisismo

narcisismo

Narcisismo

E’ noto che per l’essere umano è necessario istituire un legame con l’altro.
Dal lavoro di una recente seduta del gruppo di Psicodramma Freudiano si è potuto verificare che nell’avvicinarsi l’uno all’altro si inciampa nella problematicità della scelta di genere ….
Nella specifica situazione da noi osservata si è potuto assistere alla scelta per “omo-filia” come tentativo di difesa dal pericolo del Narcisismo.

Innamoramento e amore

Innamoramento e amore

Innamoramento e amore

Lasciare o essere lasciati.
Non è tanto se è preferibile scegliere di “lasciare” piuttosto che di “essere lasciati” in una relazione amorosa.
In realtà, si tratta, il più delle volte, di individuare che cosa, piuttosto di chi, deve essere lasciato.
In una osservazione recente, è stato palese dal lavoro del gruppo, che ciò che era in questione, era la necessità di desistere da una teoria che confonde l’amore con l’innamoramento.

Aggressività

Aggressività

Aggressività

Questa parola è sortita durante una seduta di lavoro in gruppo. Grazie ai partecipanti, attraverso la pratica dello psicodramma freudiano, si è potuto constatare come questo sentimento non esista nell’uomo (e neppure nel mondo animale).
Esiste, tuttavia, la violenza e la rivalità, che sono un derivato dell’odio. Odio per l’altro. Questo ha la sua origine nell’invidia: l’altro è più fortunato perché non è mancante di nulla.
Una soluzione nevrotica e, pertanto, ubiquitaria, è che la “mancanza” da cui ci si sente afflitti scomparirebbe se si possedesse l’oggetto in grado di colmarne la beanza.
Lacan suggerisce che questo oggetto è il “fallo”.